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Il giorno mercoledì 19 ottobre dalle ore 9,00 alle tredici andremo a visitare l'acquedotto di Cabu Abbas. Si tratta del monumento più antico di Olbia: è aperto al pubblico e noi dovremo presentarlo ai turisti sabato 22 e domenica 23 ottobre.
L'abbiamo saputo stamattina da un archeologo, Stefano, venuto nella nostra classe , la IC, per parlarci di questo importante sito: ci ha detto tante parole nuove e cose che non sapevamo e che, senza di lui e il disegno che ha fatto alla lavagna, non avremmo capito così bene.
Nell'antichità i Fenici e i Greci chiamavano la nostra città Olbìa, con l'accento sulla i, che significa felicità, poi i romani la chiamarono come oggi.
I Romani erano arrivati in Sardegna nel 238 a. C. e in 75 anni, dal 125 d. C al 200 d.C., costruirono l'acquedotto di Olbia che parte da una fontana a Cabu Abbas. Il nome è significativo perché “abba” in sardo vuol dire “acqua” e “caput” in latino vuol dire “testa, inizio”, e infatti a Cabu Abbas c'era l'inizio dell'acquedotto.
L'acquedotto romano di Cabu Abbas è un capolavoro di ingegneria, ai suoi tempi unico in Sardegna: era stato fatto con pietre e mattoni ed era ricoperto di malta. La malta è una sostanza bianca, prima macinata con sabbia e acqua, poi cotta , che in un certo senso era un vecchio parente del nostro cemento e serviva per impermeabilizzare e non far disperdere l'acqua.
L'acquedotto partiva con un tubo da sottoterra: gli architetti previdero una leggera pendenza in modo che l'acqua arrivasse fino ad Olbia, che distava 3,5 chilometri dalla sorgente. La prima parte era sotterranea ed era provvista di tombini dove gli operai si infilavano se si rompeva qualche tubo. Nel percorso tra le colline, per sostenerlo, furono invece costruiti muri dove l'altezza era bassa e, quando il dislivello era tanto, pilastri ad arco, che forse non erano stupendi da vedere, ma efficaci da un punto di vista tecnico. Possiamo vedere ancora oggi un bel pezzo di muro con sopra la canaletta e circa cento metri di arcate, due delle quali sono ancora in piedi, mentre una terza è sorretta da impalcature.
L'acqua arrivava fino a una vasca nel centro della città di Olbia, ma una parte andava anche a finire in alcune vasche, munite di sei appositi buchi, che servivano ai contadini che vivevano in campagna.
Quasi a metà dell'acquedotto l'acqua veniva purificata attraverso la “Piscina limaria” (limus=fango): essa non era in pendenza, perciò il fango si fermava, e una rete di ferro non faceva passare i detriti e altre impurità come pesci, insetti o foglie che si depositavano nel fondo o galleggiavano. La rete era spesso sostituita e la piscina veniva regolarmente pulita, dopo aver messo un tappo di legno per impedire l'accesso dell'acqua; i bordi erano rotondi per permettere una più facile pulizia. Per eventuali problemi c'erano due spazi da dove gli idraulici potevano aggiustare i guasti. A quel tempo non c'erano i computer e a fare tutto erano gli uomini che garantivano una costante manutenzione.
Poi, quando ci fu la crisi dell'impero romano e nel 450 d.C. i Vandali saccheggiarono Olbia, la città si spopolò e l'acquedotto non fu più preso in considerazione: avendo bisogno di tanta cura, pian piano si distrusse e non fu più utilizzato.
Inoltre in seguito da un lato alcuni pezzi furono distrutti per far passare i binari della ferrovia che collega Olbia a Golfo Aranci. Oggi altre parti dell'acquedotto si possono vedere in via Nanni e in via Canova.
Autori: Classe I C
Il giorno 26 settembre al liceo classico Gramsci il cinema è stato protagonista: scuole elementari, medie e superiori di Olbia si sono riunite nell’aula magna del liceo per mostrare il proprio lavoro legato al progetto “Cinema di classe”.
Eravamo presenti anche noi, della III C dell’Armando Diaz, che abbiamo presentato un video sui lavoratori portuali di Olbia. Il documentario lo avevamo girato durante lo scorso anno scolastico, guidati da un esperto, il regista Albert Vezzoni (Alias Mammalapis), che ci ha aiutato a fare riprese e montaggio.
Entrati nel luogo dell’incontro, tutti gli studenti erano seduti e attenti nel guardare i cortometraggi realizzati dai loro compagni. La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla visione del video della scuola elementare di Via Veronese, intitolato “Pierino e il lupo”. Nella seconda parte sono stati presentati degli spot divertenti riguardanti le regole di comportamento e altri aspetti della scuola.
Infine, durante la terza parte dell’incontro, abbiamo potuto vedere i bellissimi cortometraggi delle quarte e quinte del liceo e, tra quei lavori, hanno fatto vedere ben tre video della nostra scuola: “Fronte del porto” della II C, “ La rivincita di Don Abbondio” della III H di Isticadeddu e “Golfo Aranci ieri e oggi” della III A di Golfo Aranci.
Il nostro documentario “Fronte del Porto”, purtroppo, a causa del vento, non aveva un audio molto buono, ma è piaciuto lo stesso; inoltre è stato associato al famoso film “La corazzata Potemkin”, dal cui remake abbiamo preso la colonna sonora “Sciopero”. di Elisabetta Dopo la visione dei cortometraggi, tre registi (tra i quali Cabiddu) hanno commentato tutti i lavori.
Anche questa volta la Diaz ha portato a casa un bel risultato.
Autore: Elisabetta
Buon inizio anno a tutti!
Alessandra
E' tutto da verificare
Antonello
La riunione sarà sicuramente produttiva... ?
Marinella
Oggi verranno gli alunni delle classi IV e V della scuola elementare di Rudalza a visitare la scuola di Golfo Aranci, nel quadro di una probabile, futura collaborazione in ambito didattico-culturale tra le due scuole. I nostri alunni del gruppo di accoglienza (Sara, Anna, Giovanni, Chiara, Carolina, Gianluca ed infine Jasmine e Annalisa) si stanno dando da fare da qualche giorno per decidere che cosa dire e cosa far vedere ai loro compagni dell'altra scuola. Speriamo che l'accoglienza loro riservata sia gradita e che la nostra scuola susciti l'interesse e l'attenzione degli invitati.
prof. Buioni
Salve a tutti, ce l'abbiamo fatta! Finalmente abbiamo a disposizione uno spazio dove possiamo comunicare tra di noi in libertà. Essendo io la prima persona ad utilizzare questo blog, rivolgo un saluto ai colleghi ed alla dirigente e mi auguro che questo spazio venga frequentato con interesse e sia luogo di scambio, non solo di informazioni, ma anche di idee, valutazioni e progetti che abbiamo in mente di realizzare. Ogni persona può scrivere sul blog, entrando nel pannello di controllo attraverso il link dal sito e autenticandosi. Poi bisogna cliccare su Articoli, Aggiungi e seguire la procedura. Conviene utilizzare l'HTML Editor incorporato, per modificare il testo in maniera visuale. I colleghi docenti, appena completata la configurazione della piattaforma, riceveranno username e password, necessari per autenticarsi, sulla propria casella di posta elettronica. Tutte le altre persone che volessero registrarsi per poter intervenire sul blog, sono pregati di contattare l'amministratore, scrivendo una mail all'indirizzo presente in Admin. Poichè siamo a fine anno, auguro a tutti un 2009 felice, sereno e fecondo (in tutti i sensi!).
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